Sicilia 2017, diritti e lacità: Luigi Carollo (Cento Passi)

Le risposte di Luigi Carollo, candidato all’ARS nella lista Cento Passi, alle 6 domande su diritti e laicità poste dal Coordinamento Regionale UAAR Sicilia.
Gli aspiranti alla Presidenza (destinatari originali delle domande) e gli altri candidati che, dimostrando coraggio e rispetto per l’elettorato, hanno deciso di esporsi spiegando le loro posizioni sono elencati qui.


Gli articoli 7 e 8 della nostra Costituzione, noti più per il rimando ai Patti Lateranensi che per il loro effettivo contenuto, affermano due principi a mio parere fondamentali: la non confessionalità del nostro Stato e la libertà di culto garantita per qualunque religione o credo. La laicità, quindi, non è un’aspirazione o un progetto ma è il fondamento stesso della nostra Carta. Laicità non significa cancellazione o mancanza di rispetto verso la fede ed i sentimenti religiosi ma, al contrario, piena garanzia per gli stessi e per ogni forma di culto. Ad una chiara condizione: che essi siano considerati un fatto privato e non un fatto pubblico.

La scelta costituzionale di non fare dell’Italia uno Stato confessionale significa, quindi, che ogni religione (compresa quella Cattolica) vede garantita egualmente la libertà di culto ma nessuna di esse è una “res publica”. Da questo principio deve discendere, a mio parere, la risposta ad ognuna delle vostre domande. Quindi, le chiese e gli edifici ecclesiastici e le opere d’arte in esse/i contenute sono beni pubblici grazie al loro valore architettonico, storico, artistico. Le manifestazioni di culto che si svolgono al loro interno sono, invece, un fatto privato che riguarda esclusivamente coloro che desiderano partecipare. Per questa ragione, mentre è assolutamente legittimo e persino auspicabile che vengano destinati contributi (pubblici) alla tutela del bene pubblico, compreso quello con funzione legate al culto, non è invece legittimo finanziare le manifestazioni che si svolgono all’interno di tali edifici o dedicate al culto celebrato in tali edifici (sagre e feste patronali comprese). Meno netto dovrebbe essere il giudizio rispetto alle nuove edificazioni, nel senso che il metro dovrebbe comunque essere quello del valore artistico e culturale. Finanziare l’edificazione di una nuova chiesa in quanto “chiesa” è sperpero di denaro pubblico; un edificio anche destinato al culto che abbia comprovato valore artistico sarebbe invece pur sempre un’opera d’arte.

Gli stessi principi riguardano anche il tema degli atti di culto in luoghi istituzionali: la partecipazione ad essi è sempre e comunque (e tale deve restare) un atto privato; trovo quindi illegittimo organizzarne lo svolgimento in luoghi istituzionali, a meno che non vi sia il preventivo accordo della totalità delle persone che lavorano in loco. E’ persino scandaloso, oltre che illegittimo, che il tempo dedicato agli atti di culto venga retribuito come tempo lavorativo. Aggiungo, inoltre, che sempre in presenza di preventivo accordo la libertà di organizzare e partecipare ad atti di culto debba essere riconosciuta a chiunque prescindere dal credo; sempre, ovviamente, senza alcuna retribuzione dato che non si tratta di attività lavorativa.

Anche per quanto riguarda le strutture ospedaliere, va rispettato il dettato costituzionale: qualunque forma di assistenza di carattere religioso va garantita a chiunque, non solo a chi è cattolico/a. Il che comporta anche che le sale di preghiera dovrebbero essere sostituite da Sale rispettose di qualunque confessione ed anche di chi non professa alcuna religione. Trovo molto bella la proposta delle Sale del Silenzio proprio perché rispettosa di quel carattere “privato” della fede cui facevo riferimento prima. Allo stesso modo trovo irrispettosa della altrui dimensione privata la pratica di funzioni e processioni in spazi di degenza pubblici: il legittimo desiderio di esercitare il proprio culto non può e non deve essere mai imposto anche ad altre/i; aggiungo, in particolar modo in strutture nelle quali il dolore ed il confronto con se stessi sono addirittura centrali.

Coerentemente con quanto sopra, anche se esula dalle domande da voi poste, trovo che sia letteralmente una barbarie l’obbligo dell’insegnamento scolastico della “religione” e l’uso delle Scuole come spazio di indottrinamento (tra l’altro esclusivamente cattolico). L’uso dell’iconografia religiosa, la prassi delle preghiere in classe, l’appalto di ore scolastiche ad insegnanti scelti/e dalla Curia, lo stesso ricatto della possibilità di esentarsi dalla frequentazione dell’ora “di religione” (esentarsi da cosa? perché un fatto che attiene il privato di ciascuna/o di noi dovrebbe essere materia dello spazio pubblico per definizione che è la Scuola Pubblica?) credo siano uno dei simboli più forti dell’arretratezza del nostro Paese in tema di Laicità e del diffuso sentimento che l’Italia sia impermeabile alla modernità ed alla serena coabitazione tra Differenze. La Regione, nel rispetto e nei limiti della propria Autonomia (che però è molto forte), dovrebbe fare tutto quanto in suo potere per rendere realmente Pubblica la Scuola, a partire dal farne un luogo di insegnamento e di pratica della Laicità.

Anche la vergognosa vicenda del numero crescente di obiettori di coscienza in relazione all’interruzione di gravidanza è offensiva innanzitutto delle nostre Leggi, a prescindere dai valori o dalla morale di chiunque. La libera scelta delle donne rispetto al portare avanti o meno la gravidanza è garantita dalla Legge: anche l’obiezione, è vero, ma a patto che non pregiudichi l’esercizio del diritto di scelta da parte della donna. Il numero di obiettori presenti nelle strutture sanitarie non è questione arbitraria ma deve essere controllato non solo dai/dalle responsabili delle strutture ma anche dalle Istituzioni. Trovo quindi molto efficace il modello di intervento inaugurato dalla Regione Lazio e ritengo che esso possa e debba essere applicato anche in Sicilia. Personalmente sono favorevole anche alla promozione dell’aborto farmacologico ma essendo al momento solo un candidato e non un legislatore mi provoca grande imbarazzo rispondere da Uomo ad una domanda che “invade” i corpi delle Donne. Per questa ragione, nel caso venissi eletto mi impegnerei ad elaborare proposte sempre e solo insieme alle compagne delle associazioni e dei collettivi che si occupano delle questioni di Genere a partire dai temi della Salute e dei Diritti.

Rispetto alle ultime due domande (compresa quella sui diritti delle persone LGBT, tema che come sapete mi sta particolarmente a cuore perché ad esso ho dedicato 25 anni di militanza), una premessa prima di rispondere. Per quanto sia anche io convinto che le discriminazioni contro le donne e contro le persone Lgbt trovino terreno fertile in molte forme di fondamentalismo religioso e talvolta anche in chi si fa scudo del proprio credo in maniera non laica (persino, quindi, fuori da derive fondamentaliste), trovo che possa esserci un rischio nell’associare tout court tali questioni al tema della laicità. Credo infatti che la matrice delle discriminazioni sia innanzitutto la cultura maschilista (non a caso propria di più di una religione) e che solo a partire dal riconoscimento di questa origine possa ciò diventare anche una questione di laicità. Nel senso che molte confessioni religiose sono focolaio di discriminazioni innanzitutto in quanto fondate sul maschilismo e sul patriarcato: l’uno e l’altro, a mio parere, sono quindi i veri avversari di chi invece pratica una cultura del rispetto delle differenze. E questo è particolarmente vero se si guarda ai dati da voi stessi proposti riguardo al turismo ed alla presenza dell’Italia e della Sicilia nelle graduatorie internazionali che “misurano” il tasso di omo/transfobia nei vari paesi: la mia personale esperienza mi fa infatti ritenere che, al netto di una palese omo/transfobia delle nostre Istituzioni e del loro disinteresse verso i diritti delle persone Lgbt (ed anche verso il tema delle Pari Opportunità), l’Italia e la Sicilia in particolare non siano luoghi particolarmente “omofobi”. E’ invece innegabile che la nostra cultura (e, qui si, particolarmente in Sicilia) sia ancora impregnata di un fortissimo maschilismo non di rado esibito con orgoglio. E credo che proprio da questo derivi la percezione dell’Italia e della Sicilia come luoghi non ospitali e non ricettivi di una cultura del rispetto delle differenze; anche laddove le pratiche territoriali mostrino spesso il contrario.

Ciò premesso, sono ovviamente convinto che sia dovere delle Istituzioni promuovere le condizioni per la parità a partire dall’accesso al mercato del lavoro e, all’interno di esso, dalla parità di salario e di opportunità. Sono anche fermamente convinto che vada ribaltato il ragionamento rispetto alla maternità: nel senso che dobbiamo tutti/e insieme ripensare non solo il Lavoro ma anche la Genitorialità e la vita domestica. Alle donne ed agli uomini va garantito il diritto di alternare il lavoro alla cura della famiglia e dei/delle figli/e ed in tal senso vanno ripensati anche gli spazi del Lavoro: non solo, però, per le mamme ma anche per i papà. Senza questa cultura della Parità reale, diventa difficile anche solo combattere le pratiche di sfruttamento del lavoro e dei corpi delle donne.

Rispetto al tema dei diritti delle persone Lgbt, la risposta è già nella vostra domanda: la Legge Regionale 6/2015, che è frutto del lavoro anche delle associazioni Lgbt a partire dal testo in vigore in Liguria ed emendato (sulla base di un lavoro avviato già nella precedente legislatura insieme agli onorevoli Apprendi ed Aricò) in collaborazione con i/le consiglieri/e regionali del M5S, è già in sé un ottimo testo. Esso prevede infatti il contrasto alle discriminazioni non solo attraverso la formazione e azioni di informazione, ma anche attraverso la possibilità di controllare eventuali casi di discriminazione in tutte le strutture regionali o che prestano servizi per conto della Regione. La Legge però è stata solo approvata ed è ancora in attesa di attuazione: il primo passo necessario, quindi, è quello di modificare tutti i regolamenti attinenti il testo della Legge in conformità con la stessa. Sono poi necessari, ovviamente, interventi ulteriori nei settori della Formazione, del Turismo, della Cultura; le differenze di Genere e di Orientamento Sessuale non sono un tema, come mi piace sempre dire, ma uno “sguardo” attraverso il quale guardare a tutti i temi: questo per dire che non bastano interventi specifici ma è necessario che la cultura del rispetto delle differenze informi ogni atto legislativo e sia una delle chiavi di lettura che ogni Commissione, ogni Assessorato, ogni consigliere/a regionale dovrebbe avere come riferimento in ogni singola iniziativa e nella scrittura di ogni singola Legge.

XX Settembre, ancora in trincea per la Laicità

Mercoledì 20 settembre 2017 dalle 17 alle 20 il Circolo UAAR di Palermo incontra le cittadine ed i cittadini di buona volontà in occasione dell’anniversario della Presa di Roma per parlare di Laicità e di quanto questa in Italia sia ancora una necessaria utopia.

Vi aspettiamo con il nostro gazebo ed il nostro Calore Umanista® nella piazzetta all’incrocio tra via Generale Magliocco e via Ruggiero Settimo.

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Adeste infideles!

Riunione martedì 6 giugno

Martedì prossimo 6 giugno alle ore 21 ci riuniremo presso la nostra sede di via Matteo Bonello 39 (dietro la cattedrale), per discutere:

Vista l’importanza dei temi trattati ecc. ecc.

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Adeste infideles!

Biotestamento in Piazza a Palermo

Il Circolo UAAR di Palermo, aderendo alla manifestazione nazionale #BioTestamento in piazza per vivere liberi fino alla fine promossa da Associazione Luca Coscioni, sabato 8 aprile dalle 17 alle 19 sarà in Piazza Politeama per tenere alta l’attenzione della cittadinanza e su questo tema importantissimo. Saranno fornite informazioni sulla Carta di Medici e Operatori sanitari, sul registro DAT del Comune di Palermo e sulle iniziative parlamentari in corso. Inoltre si inviteranno cittadine e cittadini alla tavola rotonda di giovedì 13 aprile A corpo libero – Sia Fatta la mia volontà, organizzata da UAAR con la partecipazione di Palermo pride, Associazione Luca Coscioni e Consulta di Bioetica Onlus, e che vedrà la partecipazione del Dott. Mario Riccio, già medico di Piergiorgio Welby.

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Delibera di istituzione del registro DAT di Palermo

Modello Testamento Biologico

Atto di notorietà per iscrizione nel registro

Descrizione del servizio e istruzioni

Volantino #Biotestamento in piazza

Ci vediamo in piazza!

Riunione martedì 28 marzo prossimo

Martedì prossimo 28 marzo alle ore 19 torniamo a riunirci, stavolta finalmente nella nostra sede di via Matteo Bonello 39: dietro la cattedrale, di fronte al parcheggio Papireto, raggiungibile in auto nonostante la ZTL per grazia del vescovo ;).

Faremo il punto in vista dell’aprile di fuoco che ci aspetta:

  • 1 e 2 – Assemblea Circoli a Livorno
  • 6 – Convegno L’ora di Religioni e Filosofie – l’alternativa all’IRC
  • 13 – Manifestazione “A corpo libero – Sia fatta la mia volontà” su fine vita e laicità col dott. Mario Riccio, medico di Piergiorgio Welby
  • 22 e 23 – Nessun Dogma a “La via dei librai”

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Con l’occasione ricordiamo che la sede è aperta ogni settimana nei seguenti orari: mercoledì e venerdì ore 9:15-11:15; giovedì ore 16-18.

A presto!

20/9: Laici al Massimo

Carissim*,
martedì prossimo 20 settembre, come certamente saprete pena il ribattezzo forzato, ricorre l’anniversario della Breccia di Porta Pia, preludio della Presa di Roma.

Questo fausto evento segnò la fine dello Stato Pontificio, ma purtroppo non delle ingerenze ecclesiastiche nella vita dei Cittadini Italiani, ed è perciò vitale rinnovarne la memoria proiettati verso nuovi traguardi di libertà: in Piazza Verdi, dalle 18 alle 20, celebreremo offrendo ai passanti abbracci gratuiti, sbattezzi assistiti, miscredenza e libero pensiero, per aprire una breccia di laicità nel cuore di Palermo.
Ma alle 17 saremo già lì, crocifissi al Teatro Massimo, con bandiere, striscioni, megafono e materiale (contro)informativo.

Laico palermitano, arricampati!

Aderisci all’evento Facebook.

Assemblea Circoli 2016

Pubblichiamo, in anteprima per gli iscritti e simpatizzanti UAAR di Palermo, il verbale dell’Assemblea Circoli 2016 svoltasi a Parma il 26 marzo scorso.

Essa ha visto il nostro Circolo protagonista con diversi interventi, due proposte approvate che semplificheranno e renderanno più efficaci le comunicazioni elettroniche dell’associazione, e la partecipazione ad una commissione che ha elaborato regole più omogenee per designare i Coordinatori Regionali.

Buona lettura!